Tirate orizzontali

tirate orizzontali

Con questo articolo, vorrei trasmettere l’importanza del ruolo che svolgono le tirate orizzontali come rematori vari, pulley, inverted row, ecc. nei diversi ambiti dell’allenamento con i pesi.

Che tu sia un bodybuilder, un powerlifter o un semplice amatore dell’allenamento contro resistenze, le tirate orizzontali sono un gruppo di esercizi che dovrebbero spesso far parte di una corretta programmazione.

Partiamo dalla biomeccanica per analizzare brevemente quale tipo di movimento facciamo quando “remiamo” con un bilanciere o un manubrio.

In tutti gli esercizi di tirata sul piano orizzontale abbiamo un’estensione dell’articolazione della spalla, l’adduzione di scapola e parziale flessione del gomito. 

Dalla sola visione di questi movimenti possiamo capire quali sono i muscoli principalmente coinvolti: il gran dorsale, il grande rotondo, i romboidi e il bicipite brachiale.

Tuttavia nella maggior parte degli esercizi di tirata orizzontale stimoliamo a dovere anche i muscoli dell’upper back, i lombari e il core, che fungono da stabilizzatori (soprattutto per quanto riguarda i rematori a busto flesso).

Falsi miti sulle tirate orizzontali

Prima di vedere ed analizzare i principali esercizi di tirata orizzontale, vorrei sfatare un mito che “vive” nelle sale pesi da tanto, troppo tempo.

Probabilmente alcuni di voi si saranno sentiti dire dal “grosso” della propria palestra, o dal Personal Trainer della sala, che le tirate verticali allargano la schiena andando a sviluppare il tanto agoniato V-SHAPE, mentre le tirate orizzontali danno spessore al tronco.

Il nostro corpo non sa se stiamo facendo una Lat machine, piuttosto che una trazione o un pulley. Semplicemente sa che stiamo estendendo la spalla e adducendo le scapole.

Di conseguenza i muscoli che si occupano di tali movimenti si contraggono e, se sottoposti alla giusta dose di volume e intensità allenante cresceranno aumentando sia di “spessore” che di “larghezza”.

La mia interpretazione di questo mito da bro è che le tirate orizzontali colpiscono parecchio anche i fasci del trapezio e i muscoli dell’upper back che sviluppandosi danno un impressione visiva di “spessore” sul lungo termine.

Se volete una schiena forte e ipertrofica allenate sia le tirate orizzontali, sia quelle verticali, colpendo nel corso dei vostri allenamenti più angoli di lavoro.

Questo non vuol dire fare tanti esercizi diversi a settimana, ma piuttosto variarli nel corso dei mesocicli, in modo tale da avere uno sviluppo completo della schiena.

Chiarito questo concetto, andiamo a vedere diversi tipi di lavoro sul piano orizzontale e a quale genere di atleta possono essere più funzionali.

In questa sede non mi dilungherò sull’analisi dell’esecuzione corretta, perché già trattata nell’articolo sul rematore con bilanciere: tutte le accortezze viste per questo esercizio valgono anche per gli altri tipi di tirata orizzontale.

Rematori con bilanciere a busto flesso

  • Rematore bilanciere classico
  • Rematore con trap bar
  • Pendlay row

Questi esercizi sono estremamente utili per costruire schiene forti ed ipertrofiche, soprattutto su neofiti e intermedi, perché permette un ottimo sovraccarico progressivo sia sui kg sia sulle ripetizioni e le serie a parità di carico. Il rematore con bilanciere lo reputo uno degli esercizi cardine su cui basare le progressioni per rafforzare e aumentare la massa muscolare del gran dorsale, sia dei muscoli dell’alta e della bassa schiena.

Il pendlay row lo reputo un esercizio più specifico per powerlifter e in generale per l’allenamento della forza, sopratutto se si utilizza una presa medio-larga simil panca piana.

Come per il rematore classico con bilanciere, permette un sovraccarico importante e un adeguato stimolo per l’upper back che si rivela utilissimo perché utilizzando una presa simile a quella che si usa in panca piana permette di allenare quella che diventa successivamente la base di appoggio per quest’ultima.

Più essa é larga e forte più riusciamo ad essere stabili, tenere il petto in alto e scaricare le forze sulla panchetta.

Generalmente non lo consiglierei a bodybuilder o a chi ricerca uno sviluppo estetico della schiena, perché il pendlay, non prevede la fase eccentrica ma solo una concentrica esplosiva, non il massimo come stimolo ipertrofico.

Rematore con manubrio

Rematore con manubrio (con gamba e braccio in appoggio, poggiato alla rastrelliera o al muro, cambia poco).

Questo é un validissimo esercizio che permette un discreto sovraccarico nel tempo.

Mi concentrerei prima su un aumento dei kg, poi imposterei principalmente progressioni sul volume, esso si presta bene a lavori ad alte ripetizioni ed alto volume generale.

Questo esercizio é consigliato nel caso di evidenti asimmetrie muscolari e\o di forza della schiena.

Piccolo spunto per “sentirlo” bene sul gran dorsale, anche a carichi modesti, è quello di pensare di portare il gomito verso il bacino (seguendo una linea obliqua), così facendo ci sarà una maggior estensione di spalla e una ridotta flessione di gomito con meno reclutamento del bicipite e più focus sul gran dorsale.

Rematori con busto appoggiato

  • Seal row bilanciere o manubrio
  • Rematore con manubri su panca inclinata

Questo genere di remate sono per chi vuole concentrarsi sul gran dorsale migliorando anche la “connessione mente-muscolo”, senza che lower back e core “rubino” del lavoro.

 Questi esercizi sono adatti anche a persone che soffrono di lombalgia o problematiche alla bassa schiena.

Questo genere di tirate orizzontali le consiglio sia a ripetizioni basse ed esplosive, più in ottica forza generale, sia a medio-alte ripetizioni con focus sulla connessione mente-muscolo e il sovraccarico nel tempo.

Rematori alle macchine e cavi

Con triangolo, con il celebre pulley, asta, monolaterali, ecc.

Questi esercizi si addicono perfettamente a lavori di stress metabolico, ad alte e altissime ripetizioni.

Si prestano molto bene anche alle classiche tecniche ad alta densità come stripping, rest pause…). Da usare come “finisher” per il dorso, anche a cedimento muscolare.

Inverted rows ed australian pull ups

Infine vorrei dedicare un piccolo paragrafo agli inverted row/australlian pull ups alla sbarra o agli anelli, spesso estremamente sottovalutati.

Sono un validissimo esercizio che può fungere da propedeutica alle trazioni alla sbarra, per neofiti e ragazze che non riescono a farne neanche 1 ripetizione alla sbarra.

Sono un ottimo esercizio anche per atleti più avanzati, basta aumentare il grado di difficoltà, variando la presa, mettendo i piedi su un rialzo e\o zavorrandosi.

Per finire, ricordatevi che la nostra schiena é composta da tantissimi muscoli.

Per un adeguato sviluppo bisogna prima di tutto dosare adeguatamente volume ed intensità, poi impostare delle progressioni nel tempo e infine allenarla con diversi angoli di lavoro e diversi esercizi sia sul piano verticale sia sul piano orizzontale, ovviamente da variare nel corso dei propri mesocicli di allenamento.

Esercizi Tricipiti a Casa

Il tricipite brachiale è il più importante muscolo posteriore del braccio ed è formato da 3 capi: lungo, laterale e mediale.



Ha in particolare 3 funzioni:

  • estensione del gomito
  • estensione della spalla (capolungo del tricipite)
  • pronazione dell’avambraccio

Questo muscolo è responsabile della maggior parte del volume del braccio ed è quindi fondamentale per chi pratica bodybuilding.

Può essere d’aiuto ai praticanti del calisthenics per il raggiungimento di skills come ad esempio: il muscle up.

Nel powerlifting  sviluppare un tricipite forte può essere utile per superare lo “sticking point” in chiusura nella panca piana e nella military press.

E’ possibile far crescere le braccia esclusivamente a corpo libero?

La risposta è si, ma è necessario un range di ripetizioni adeguato, una concreta progressione nei movimenti ed un’alimentazione ipercalorica.

Il nostro corpo non ha la possibilità di riconoscere se stiamo sollevando un bilanciere oppure il nostro peso corporeo, quindi potremo ottenere dei buoni risultati.

Vi mostrerò tre ottimi esercizi che potrete eseguire e la maggior parte di questi non richiedono attrezzatura.

Inoltre vi illustrerò i movimenti in ordine crescente di esecuzione ed alcuni metodi per modulare la difficoltà stessa dell’esercizio.

Ho pubblicato un video dedicato all’argomento sul mio canale  Youtube che potrà esservi utile nel comprendere la tecnica di esecuzione degli esercizi.

Estensione del tricipite

Il movimento è davvero semplice: bisognerà tenere le spalle più indietro rispetto ai gomiti ed effettuare un’estensione.

In questo esercizio oltre al tricipite, interviene  anche il dentato anteriore e i dorsali.

– Prima fase del movimento, molto simile al plank sui gomiti.

Estensione del gomito

I punti chiave per una corretta esecuzione sono:

  • mantenere i gomiti vicino al corpo
  • arrivare all’estensione completa del gomito
  • movimento controllato
  • retroversione del bacino (nelle varianti più avanzate)

Estensioni al muro

Questo è l’esercizio più semplice che potrete effettuare, più il corpo sarà inclinato e più  sarà difficile.

Se avete raggiunto un livello più avanzato potreste inserire gli esercizi meno impegnativi nel  riscaldamento.

Estensioni con ginocchia a terra

Per diminuire la difficoltà dell’esercizio dovrete portare i gomiti più lontani rispetto alle spalle e viceversa per aumentarne l’intensità.

Estensioni tricipiti gambe tese

Qui le gambe saranno estese e utilizzerete maggiormente il core.

Per rendere il movimento più difficile si possono applicare le modalità dell’esercizio precedente.

Estensioni alla sbarra

Questa variante è interessante perché si avrà un maggior range di movimento rispetto alla variante a terra.

Se volete rendere l’esercizio più facile vi basterà eseguirlo su una sbarra più alta e viceversa per aumentarne la difficoltà.

Se non avete una sbarra e fate allenamento a casa potete utilizzare una sedia robusta.

Estensione agli anelli

L’esercizio comincia a diventare davvero difficile.

Sarà più importante mantenere la contrazione degli addominali e dei glutei per stabilizzare la posizione.

Per modulare la difficoltà si utilizzeranno gli stessi metodi della variante alla sbarra, quindi vi basterà alzare o abbassare gli anelli.

Per renderlo ancora più impegnativo potreste eseguirlo con piedi su rialzo/panca.

Esercizi per tricipiti a casa | Piegamenti

Piegamenti a diamante

I piegamenti sono tra i migliori esercizi per tricipiti a casa.

La postura è quella di un normale piegamento, l’unica differenza è legata alle  mani che saranno vicine fra loro in modo da formare un “diamante”.

Questo esercizio coinvolgerà anche la muscolatura dei pettorali e delle spalle.

Quando effettuate il piegamento, cercate di non inarcare la schiena e di portare i gomiti verso l’interno.

Per semplificarlo si può eseguire (come l’esercizio precedente) al muro e ponendo le  ginocchia a terra.

Possiamo rendere l’esercizio più difficoltoso inserendo delle tenute nella parte bassa del movimento oppure utilizzando una zavorra sulla schiena.

Se avete dolori al polso e/o non avete una buona mobilità vi consiglio una di queste due varianti.

Piegamenti stretti parallele basse

Piegamenti per tricipiti a terra

Esercizi tricipiti a casa | Dips

I dip alle parallele sono uno dei migliori esercizi per la parte superiore del vostro corpo.

Se siete sprovvisti di parallele, potreste utilizzare delle sedie stabili.

Una variante interessante che potrete utilizzare è quella con i piedi a terra.

Per enfatizzare maggiormente il lavoro sul tricipite possiamo eseguire il movimento portando il gomito leggermente più indietro rispetto al polso.

Non esagerate con questo accorgimento, perché potrebbe causare infiammazioni alle persone con tendini non condizionati adeguatamente.

Esercizi tricipiti a casa | Conclusioni

Avere delle braccia sviluppate con il calisthenics è possibile ma bisogna essere costanti e allenarsi in maniera corretta.

Vi consiglio di selezionare le varianti di cui avete  8/12 ripetizioni e di eseguire almeno 3 serie per esercizio.

Sul mio instagram (michele.ruscitto) ho pubblicato una routine di allenamento per principianti, intermedi e avanzati.

Se ti è piaciuto l’articolo, ti chiedo di lasciare un like e di condividerlo con i tuoi amici.

Non smettete di allenarvi anche  in questo brutto momento (coronavirus) ma  sfruttate il tempo libero per impegnarvi ancora di più, soprattutto se eravate abituati ad alti carichi.

Buon allenamento!

Allenamento a Casa

allenamento a casa

L’allenamento a casa con poca – o addirittura senza alcuna – attrezzatura, non è come andare in palestra.

Non voglio venderti false illusioni.

A meno che tu non sia un esperto di calisthenics, se vuoi migliorare di molto la composizione o diventare un atleta migliore, di qualsiasi sport, allenarti a casa è limitante.

In palestra abbiamo molte più occasioni: macchine, attrezzatura di ogni genere, e per molti anche maggiori stimoli.

Al tempo stesso a casa possiamo fare diverse cose utili per migliorare la composizione corporea o per mantenerci in forma e cercare di preservare al massimo la massa muscolare e la forza fisica che abbiamo costruito.

Se siamo in ferie, in vacanza, o se per vari motivi non possiamo andare in palestra – vedi esperienza Coronavirus – l’home training può comunque essere una risorsa.

Mi riferisco a quell’allenamento con poca, pochissima, o alcuna attrezzatura a disposizione.

Fortunatamente i nostri muscoli non hanno occhi con cui vedere: percepiscono solo la contrazione muscolare, la sua durata ed intensità.

Per questo motivo, che tu faccia un push-up o la panca piana, per quanto diversi possano essere i due esercizi, se equipariamo il lavoro o comunque mettiamo sufficiente tensione sul muscolo, anche il push-up può essere un esercizio fantastico.

E’ chiaro: se sei un powerlifter con 150 kg di panca piana, è evidente che i soli push-up potrebbero essere limitanti.

Ma se aggiungiamo elastici? Se mettiamo un giubbotto zavorrato con 30kg extra?

Ecco che la questione comincia a farsi interessante.

Questo può valere per tanti altri esercizi.

Quando le risorse sono limitate, come avviene a casa, dobbiamo ricordarci alcune importanti concetti:

  • Il corpo riconosce la resistenza, non se stiamo sollevando un manubrio, un kettlebell, un elastico o un barile di birra
  • Dobbiamo creare tensione sul muscolo per creare uno stimolo ed indurre un adattamento, e possiamo farlo in diversi modi
  • Se abbiamo resistenze più limitate, in termini di carico totale, possiamo e dobbiamo fare più ripetizioni ed arrivare a cedimento muscolare totale o molto vicini al cedimento muscolare
  • Dobbiamo anche utilizzare un volume allenante medio alto, e magari una discreta frequenza, se possibile
  • Data l’assenza o il non sufficiente sovraccarico progressivo a livello di carico esterno, possiamo puntare maggiormente sullo stress metabolico, il famoso lavoro di “pump” muscolare

Un altro concetto importante, dato che ammetto di aver spesso snobbato l’allenamento a casa, ma per un motivo in particolare: alleno soprattutto powerlifters, atleti e bodybuilders che vogliono ottenere il massimo, e di un certo calibro.

Se semplicemente ti alleni per migliorare la composizione corporea, sappi che l’allenamento a casa va più che bene, e forse neppure necessiti di allenarti in palestra, a meno che tu non voglia ottenere davvero il massimo dai tuoi allenamenti.

L’altra soluzione è quella di farsi una home gym vera e propria, degna di nota, acquistando da KingsBox o StrengthShop con i quali collaboro (in entrambi i casi puoi risparmiare usando codice sconto “vichingo”, dal quale io non guadagno nulla!).

Ma per ora, mi soffermo solo sulle schede con attrezzatura minimalista, e sul come possiamo ottenere il massimo dei risultati ricorrendo a poco o nulla in termini di strumenti a nostra disposizione.

Vediamo alcune cose che diventano ancor più rilevanti in queste condizioni.

  • Lo stress metabolico, uno dei tre meccanismi (diretto o indiretto che sia, la letteratura scientifica in merito ancora non è troppo chiara), diventerà il nostro alleato principale
  • Difficilmente potremo ricorrere quanto vorremmo al sovraccarico progressivo, ma… ALT
  • Il sovraccarico progressivo NON è solo fatto di carico esterno, ma anche di carico interno, di volume, di densità
  • Se è vero che non amo tali parametri rispetto alla tensione muscolare effettiva, è altrettanto vero che in determinate situazioni, come quello dell’allenamento a casa, questi dovranno rivestire il ruolo primario

Non potendo investire troppo sull’aumento dei carichi (ma facciamo negli esercizi in cui possiamo e riusciamo!), possiamo investire su altre cose:

  • Aumentare il lavoro totale, inteso come volume allenante, nel corso delle settimane e dei mesi
  • Diminuire il recupero tra le serie, aumentando la densità e l’accumulo di metaboliti nei muscoli
  • Aumentare la frequenza: il carico assoluto sarà ridotto, avremo quindi maggiori e migliori capacità di recupero sia muscolare che in termini di sistema nervoso centrale
  • Ottimizzare la connessione mente-muscolo, ricercando sempre la massima tensione sul muscolo, il “sentire” il muscolo ad ogni singola contrazione
  • Controllare maggiormente le ripetizioni per allungare il tempo sotto tensione e creando maggiore danno muscolare, ponendo più tensione sul muscolo e cheattando il meno possibile gli esercizi
  • Ricorrere alla contrazione isometrica, tanto dimenticata in palestra ma che nell’allenamento a casa può rivestire un ruolo rilevante anche per indurre aumento della massa muscolare
  • Utilizzare uno o più fermi (pause di 1 o più secondi) durante le singole contrazioni muscolare per rendere più difficile l’esercizio
  • Sfruttare leve ed il centro di massa per rendere più facile o difficile un esercizio in base alle proprie esigenze
  • Lavoro unilaterale per recuperare asimmetrie muscolari sia in termini di massa muscolare che di forza e capacità di reclutamento
  • Superserie o complex per indurre adattamenti anche cardiovascolari e di endurance


Esercizi per allenamento a casa

Sono moltissimi gli esercizi cui possiamo ricorrere per l’allenamento a casa, tra cui:

Gambe, con o senza manubri, elastici, ecc:

Pettorali, con o senza manubri, elastici, stazione per dips:

Schiena, che è probabilmente la più sacrificata se non abbiamo manubri ed elastici o una sbarra per le trazioni, altrimenti:

  • Pull ups
  • Chin ups
  • Rematori
  • Pulley

Bicipiti e tricipiti, anch’essi con o senza manubri, bilanciere, elastici, ecc.:

Spalle, che assieme ai muscoli della schiena come i dorsali, trapezio, ecc, è sicuramente il muscolo più sacrificato se non abbiamo a disposizione almeno dei manubri ed elastici, potendo praticamente fare solo handstand push ups e pike push ups a corpo libero.

Altrimenti, anche per le spalle abbiamo a disposizione una miriade di esercizi tra cui scegliere con dei semplici elastici e magari un manubrio o due.

Muscoli del core:

  • Plank e varianti
  • Carry
  • Side Plank
  • Paloff Press
  • Bear Crowl

Principali adattamenti che possiamo ricercare

Inutile negare che difficilmente, senza attrezzatura adeguata, la forza massima sarà seriamente compromessa per tutti quegli atleti abituati a fare certi numeri di squat, stacchi da terra, panca piana, ecc.

A corpo libero o con attrezzatura minimale, possiamo però ricercare diversi adattamenti e migliorare diversi fattori come:

  • Composizione corporea
  • Resistenza muscolare
  • Adattamenti strutturali positivi a tendini
  • Mobilità
  • Flessibilità
  • Mantenimento o miglioramento della massa muscolare
  • Capacità di sfruttare la connessione mente-muscolo
  • Controllo motorio e skills
  • Correzione posturale
  • Resistenza alla fatica
  • Capacità cardiovascolari

Come puoi notare, sono diverse le cose su cui possiamo lavorare.

Conclusione

Il mio intento con questo articolo sull’allenamento a casa è quello di mettere in chiaro le cose: per atleti di un certo calibro, l’allenamento a casa con zero o poca attrezzatura può essere molto limitante.

Al tempo stesso, possiamo sfruttare tali allenamenti per ricercare adattamenti che generalmente in palestra evitiamo per concentrare tempo ed energie su cose che ci interessano maggiormente.

Per quanto concerne invece tutte quelle persone che non hanno come passione primaria l’allenamento con i pesi o contro resistenze, e che semplicemente vogliono tenersi in forma e stare bene fisicamente, l’allenamento a casa è una opzione estremamente valida che potrà darti ottimi risultati.

Modificare gli allenamenti seguendo le indicazioni date in questo articolo potrà farti ottenere adattamenti positivi e affini ai tuoi obiettivi.

A casa o in palestra, insomma…

#Allenatevi

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Deltoide Posteriore

deltoide posteriore

Il deltoide posteriore è un gruppo muscolare tanto piccolo quanto sottovalutato, probabilmente perché allenarlo risulta noioso in quanto costringe all’utilizzo di carichi molto bassi.

L’allenamento di questo muscolo può diventare di fondamentale importanza per diverse categorie di atleti.

Dal bodybuilder agonista che ricerca la spalla stondata e piena al principiante che soffre di problemi posturali, fino ad atleti di ogni genere per la salute della spalla e per massimizzare la performance.

Andiamo a vedere di seguito l’anatomia e funzioni principali di questi muscoli per poi passare a capirne l’importanza e come allenarlo correttamente.

Anatomia e biomeccanica:

Il deltoide posteriore è uno dei tre fasci che compone la spalla, insieme al fascio anteriore e mediale; esso ha origine nella spina della scapola e inserzione nella tuberosità deltoidea dell’omero.

Le sue funzioni principali sono:

  • Estendere
  • extra-ruotare
  • addurre la spalla

Il deltoide ha una connessione muscolo-fasciale con il trapezio; infatti quando si attiva uno si contrae anche l’altro.

Ciò ci fa capire che è impossibile isolare i fasci del deltoide posteriore senza che intervenga, anche in minima parte, la porzione superiore del trapezio.

Altri muscoli sinergici sono i romboidi, i quali intervengono nell’adduzione scapolare. Invece il gran dorsale, il gran rotondo e il capo lungo del tricipite si attivano quando avviene l’estensione dell’omero.

Leggi anche la guida alla Military Press.

L’importanza del deltoide posteriore

Un deltoide posteriore ben sviluppato ha un’importante funzione estetica, infatti se è in proporzione con gli altri due fasci, fornisce quell’aspetto di profondità e spessore alla spalla tanto ambite, soprattutto nelle pose laterali e di schiena nel natural bodybuilding.

Questo è un fattore da non sottovalutare per chi lo pratica o per chi è alla ricerca di un buon v-shape: non basta macinare alzate laterali ed alzate frontali, dobbiamo anche investire sulle posteriori.

Inoltre, questo piccolo muscolo, ricopre un ruolo fondamentale per la salute articolare della spalla e per un corretto equilibrio posturale.

Un caso molto comune, sono i soggetti con spalle anteposte, che aumentano considerevolmente il rischio infortuni. 

In queste situazioni è bene allenare direttamente il deltoide posteriore con diversi esercizi e concentrarsi sull’adduzione scapolare a fine concentrica.

Esercizi per i deltoidi posteriori

Passiamo al lato pratico e vediamo gli esercizi che stimolano al meglio questo distretto.

  • Alzate posteriori proni su panca inclinata 30°:

La posizione di partenza prevede la spalla a 90° di flessione con le braccia perpendicolari al terreno.

Nella fase concentrica l’estensione di spalla deve avvenire su piano trasversale contro gravità con i gomiti leggermente flessi per evitare stress inutili all’apparato legamentoso.

La concentrica si conclude con una leggera adduzione scapolare.

L’input fondamentale è quello di far partire il movimento dai gomiti, pensando di portarli verso l’esterno, quasi in linea con la spalla.

Mani e polsi vanno considerati come ganci. Se durante la concentrica il gomito va verso il busto, errore che si vede spesso fare, con certezza recluterai altri muscoli, come il gran dorsale e il gran rotondo, perdendo focus sul deltoide posteriore.

Consiglio un’estensione in rotazione neutra, che permette un buon compromesso fra basso rischio articolare e buona attivazione muscolare.

Eccentrica controllata.

Un’altra variante molto simile per attivazione muscolare è quella ai cavi, che fornisce una curva di resistenza più omogenea perché c’è tensione fin da inizio movimento.

Altri esercizi che stimolano molto bene il deltoide posteriore ed in generale l’upper back (alta schiena) sono:

  • Facepull ai cavi posti a diverse altezze
  • Macchinari isotonici dedicati (che nella mia palestra troviamo con il nome di “upper back”).

Per tutte le varianti che abbiamo visto, gli input da tenere a mente sono:

  1. Concentrarsi sul far partire il movimento dai gomiti e mantenerli ad altezza spalle o poco meno, pensando di doverli spingere verso l’esterno;
  2. Mantenere i muscoli del collo quanto più rilassati possibile, in avanti verso il basso, per minimizzare il reclutamento della porzione superiore del trapezio;
  3. Evitare di variare l’inclinazione del tronco (errore comune sopratutto nella variante ai cavi e alle macchine), che cambierebbe il piano di movimento.

Un altro esercizio da non sottovalutare è il rematore con bilanciere

Queste remate possono diventare un buon esercizio per i deltoidi posteriori, che come già sappiamo sono estensori dell’omero.

Mantenere le scapole bloccate, tronco leggermente inclinato e portare il gomito circa a 45\50° di inclinazione rispetto al busto (diciamo in linea con la nuca), ti faranno sentire una forte contrazione sul deltoide posteriore. (consigliato usare i manubri).

Serie, ripetizioni e kg da utilizzare

Ovviamente va sempre contestualizzato in base alla struttura del singolo programma d’allenamento.

Possiamo affermare che i fasci del deltoide posteriore vengono già ampiamente reclutati negli esercizi di tirata e che quindi non è obbligatorio allenarli direttamente.

Nel caso si voglia dedicare del lavoro specifico a questo distretto consiglio, per massimizzarne l’aumento della massa muscolare:

  1. Alta frequenza d’allenamento fino a 5-6 volte a settimana
  • Volume che si può spingere molto in alto con le serie settimanali
  • Ripetizioni medio-alte. Dalle 8, o ancora meglio, dalle 10-12 alle 20-25 per serie
  • Intensità di carico molto basse, che permettano una corretta esecuzione, ed un’ottima connessione mente-muscolo.

Tutto questo perché il deltoide posteriore è composto da fasci molto piccoli.

Essi si trovano in posizioni anatomicamente molto svantaggiate per esprimere forza e di conseguenza lavorare ad alta intensità di carico aumenterebbe decisamente il rischio infortuni.

Molto meglio dedicarsi a lavori di alto volume e stress metabolico.

Conclusione:

L’allenamento del deltoide posteriore non è di certo facile, richiede esperienza e buona connessione mente-muscolo. Quando però si impara a gestire bene questo distretto, si possono notare certamente molti benefici.

Nota aggiuntiva di Nicholas Rubini

Il ruolo dei deltoidi posteriori e di tutti i muscoli piccoli dell’alta schiena e delle spalle posteriori viene troppo spesso omesso nel powerlifting e negli sport in generale.

Non solo avere tali muscoli resistenti e sviluppati contribuisce a diminuire il rischio di infortuni (controbilanciando tutto il lavoro di spinta orizzontale), ma possono essere realmente utili anche per massimizzare la performance, per alcuni motivi principali.

Centimetri extra di spessore sull’alta schiena (e spalle posteriori) ci permettono di accorciare il ROM nella panca piana.

Avere una superficie ampia, stabile, massiccia e forte contro cui spingere sullo schienale agevola il lavoro dei prime movers della panca piana, come i pettorali ed i tricipiti

Poter ricorrere a tali muscoli sviluppati e resistenti ci permette di poter meglio sostenere in isometria il bilanciere durante lo squat (molti principianti non si sentono comodi durante il low bar squat proprio a causa di scarsa muscolatura in questi distretti)

Durante uno stacco da terra tutti i muscoli dell’alta schiena, inclusi i deltoidi posteriori, contribuiscono a stabilizzare il corpo e permettono ai muscoli agonisti di fare il loro lavoro al massimo delle potenzialità.

Curl con Manubrio

curl con manubrio

Uno fra gli esercizi maggiormente utilizzati nelle palestre da ogni genere di utente è il curl con manubri.

Da chi ricerca i migliori esercizi per bicipiti per stupire le folle sul palco o in spiaggia fino al ragazzino appena iscritto in palestra che inizia a spostare pesi con l’obiettivo di prendere cm su cm nelle braccia.

Prima di passare all’esecuzione e capire quali e come varianti utilizzare per far aumentare la massa muscolare dei nostri bicipiti,  facciamo qualche piccolo accenno di anatomia.

Anatomia muscolo bicipite brachiale :

Il bicipite brachiale ha due diverse origini; il capo lungo che ha origine nel tubercolo sovraglenoideo e il capo corto che ha origine nel processo coroideo della scapola, inserzione nella tuberosita’ radiale.

Le sue funzioni, aiutato dal muscolo brachiale e dal brachioradiale, sono le seguenti :

  • flessione del gomito
  • flessione di spalla (portare il braccio verso l’alto)
  • supinazione dell’avambraccio
  • abduzione di spalla solo con il suo capo lungo

In sostanza, qual e’ il movimento che ci permette di reclutare al meglio il bicipite brachiale? La flessione di gomito contro gravita’.

Curl con Manubrio e le sue migliori varianti

Andiamo a vedere le tre varianti principali per stimolare in modo differente e da diverse angolazioni  i bicipiti:  non è  scontato reclutare e contrarre al meglio il bicipite brachiale.

Per farlo è bene attenersi ad alcune e semplici regole che vediamo nelle successive descrizioni.

Classico curl con manubrio

Corretta esecuzione curl con manubri (Atleta: Jacopo Martin)

Posizione di partenza :

  • spalla in posizione “0” cioe’ neutra con il braccio lungo il tronco.
  • manubrio ben saldo in mano con i palmi rivolti verso il tronco (quindi in posizione neutra)
  • petto in alto e scapole leggermente addotte (questo per limitare, almeno nella prima porzione di movimento) l’azione del deltoide anteriore che ha la funzione di flettere la spalla come il capo lungo del bicipite, a favore del reclutamento di quest’ultimo.  

Fase concentrica:

Flessione di gomito contro gravità con successiva supinazione dell’avambraccio, circa a 90° di flessione del gomito.

Da evitare slanci o compensi con schiena e gambe che fanno perdere tensione sul bicipite a favore di altri muscoli.

Circa a 90° quando la leva è massima, con l’avambraccio che si trova in posizione parallela al terreno e perpendicolare alla forza di gravità, ci imbatteremo nella parte più dura del movimento.

La corretta esecuzione del curl con manubrio:

  • Durante l’arco di movimento i gomiti devono sempre stare davanti alla linea del tronco.
  • Portarli indietro, come si vede spesso fare, compensa il movimento permettendoti di strappare qualche reps o kg in più, ma fa perdere tensione sul muscolo target.
  • Possiamo concludere il movimento con una leggera flessione di spalla per ricercare un picco di contrazione dato dal massimo accorciamento del bicipite.

Fase eccentrica:

  • Riportare i manubri nella posizione di partenza, in maniera controllata, estendendo il gomito e contraendo il tricipite per ricercare massimo allungamento sul bicipite.

Tra la fase eccentrica e concentrica possiamo brevissimamente fermare in contrazione isometrica il braccio per “sentire” meglio il muscolo target, il bicipite, al lavoro.

Curl manubrio: considerazioni pratiche

E’ importante eseguire ogni ripetizione in maniera corretta per avere massimo focus sul bicipite brachiale, con un ROM completo sia in concentrica sia in eccentrica.

Il classico curl con manubrio si può eseguire sia in piedi che da seduto.

Possiamo anche usare la variante alternata, che permette di caricare un po’ di piu’ e ricercare maggiore connessione mente-muscolo grazie al lavoro unilaterale, rispetto alla variante con entrambi i manubri assieme.

Un’altra variante interessante è l’hummer curl, che non prevede la supinazione dell’avambraccio ma il mantenimento in posizione neutra dei manubri.

Questo varia l’attivazione muscolare a favore del muscolo brachioradiale.

Curl manubrio su panca inclinata a 45°:

Corretta esecuzione Curl con Manubrio su panca inclinata a 45° (Atleta: Jacopo Martin)

Quali sono le differenze?

Innanzitutto la posizione di partenza che porta il bicipite in pre-allungamento: seduti su panca a 45° con schiena poggiata e braccia perpendicolari al terreno che mettono la spalla in posizione di estensione, e quindi il bicipite in una situazione di allungamento.

I manubri sempre in posizione neutra di partenza.

Partendo da questa situazione di allungamento, per il diagramma tensione-lunghezza, il bicipite esprimerà meno forza, ergo, si carica meno a favore di un movimento sicuramente più controllato e che permette di “sentire” e reclutare al meglio il bicipite.

Secondo la letteratura scientifica questa è la variante migliore per stimolare adeguatamente il muscolo bicipite brachiale.

Spider curl con manubrio prono su panca a 30°

Corretta esecuzione Spider Curl con Manubrio (Atleta: Jacopo Martin)

Questa variante al contrario delle altre due inizia con la spalla già flessa a 90° facendo partire il bicipite in una posizione di pre-accorciamento.  

La posizione di partenza ci vede sdraiati proni su panca con la testa fuori dalla panchetta stessa, braccia perpendicolari al terreno e in fase di contrazione gomiti che non devono indietreggiare, ma rimanere stabili in linea con la spalla.

Secondo la letteratura scientifica questa variante è quella che stimola meno di tutti il bicipite, soprattutto dopo i 90° di flessione del gomito, dove al sopraggiungere del massimo accorciamento ci sarà un calo di forza e  la contrazione andrà principalmente a favore del muscolo brachiale.

Il medesimo concetto dello spider curl lo ritroviamo nella panca scott con manubri che però è sicuramente più stressante per l’articolazione dei gomiti rispetto allo spider curl manubrio dove li hai liberi e non vincolati dal cuscinetto della panca.

Conclusione

Per stimolare adeguatamente il bicipite, oltre ovviamente a programmare bene le variabili (volume, intensità, frequenza) dei propri allenamenti, è buona norma variare gli esercizi durante la propria programmazione per colpirlo da diverse angolazioni e dargli stimoli differenti, mantenendo quanto più possibile una buona esecuzione.

Qualche piccolo consiglio personale:

  • nel caso si stia ricercando uno stimolo meccanico maggiore mi sento di consigliare il classico curl con manubrio, preferibilmente la versione alternata, che come già detto precedentemente permette di caricare di più.
  • se si ricerca stress metabolico o si tengono reps medio-alte, la variante su panca a 45° e lo spider curl sono ottimi per questo genere di lavori.

Rematore con Bilanciere (Guida Completa)

Rematore con bilanciere

Il rematore con bilanciere è un esercizio multiarticolare di tirata orizzontale della parte superiore del corpo.

E’ da sempre visto come uno dei migliori esercizi per la schiena, o meglio, per l’aumento della massa muscolare e della forza muscolare dei muscoli dorsali e non solo.

Al tempo stesso, è uno degli esercizi eseguiti in maniera peggiore in palestra.

Tirate a tronco quasi verticale, swinging del bilanciere e mancato controllo dello stesso sono tra gli errori più frequenti che si vedono a ripetizione dall’utente medio.

Corretta esecuzione

Corretta esecuzione del rematore con bilanciere nella sua versione standard. Massima inclinazione “consentita”.

Muscoli coinvolti

Sono molti i muscoli coinvolti nel rematore, fra cui:

  • Muscoli dorsali
  • Trapezio centrale ed inferiore
  • Sovraspinato, romboidi, sottospinato (muscoli alta schiena)
  • Bicipiti
  • Stabilizzatori (glutei, core, femorali)

In sostanza il rematore con bilanciere olimpico e le sue varianti allenano una grande quantità di muscoli della schiena, non solo il dorsale come prime mover, ma diversi muscoli sinergici dello stesso così come molti stabilizzatori.

Perché fare il rematore

Se è vero che la panca piana è il re degli esercizi di spinta per la parte superiore del corpo, il rematore lo è per gli esercizi di trazione orizzontale, mentre le trazioni alla sbarra per le trazioni verticali.

Farlo, porterà ad un aumento di:

  • Massa muscolare
  • Forza muscolare
  • Coordinazione inter-muscolare
  • Aumento stabilizzazione
  • Prevenzione infortuni

Serve infatti a tutti: che tu sia un bodybuilder, per ovvi motivi, un appassionato di fitness, uno sportivo o un powerlifter.

Ricordati sempre che la qualità e la forza dei nostri movimenti dipendono sempre dalla forza della base di appoggio.

Se vuoi avere una panca forte, devi necessariamente avere dorsali e upper back forti e grossi contro cui spingere.

Avere tali muscoli sviluppati ci permetterà di imprimere forza contro la panca, massimizzando il force output nonostante la panca sia un esercizio di spinta e che non si affida alla forza dei dorsali e upper back ma a pettorali e tricipiti, primariamente.

Spessore o larghezza?

Esiste una falsa credenza che il rematore dia “spessore”, mentre la trazione verticale porti ad un “allargamento” del dorso.

Questa è bro-science.

Un corretto allenamento dei muscoli della schiena, qualsiasi sia il tuo scopo – estetico o di prestazione – deve necessariamente prevedere sia lavoro di trazione orizzontale che di trazione verticale.

L’unione di questi due movimenti ti porterà nel tempo ad avere tutti i muscoli della schiena sviluppati, muscolosi e forti.

Esecuzione rematore con bilanciere

Esercizio più complesso di quanto molti non pensino, assicurati di filmarti per vedere tu stesso se lo esegui correttamente.

  • Posizionati in stance tipica da stacco da terra regular
  • Afferra il bilanciere con la presa poco più larga delle spalle
  • Sblocca le ginocchia, tenendo alto il bacino
  • Rendi neutra la colonna vertebrale (no flessione, no iper-estensione)
  • Stacca il bilanciere da terra
  • Tira verso di te il bilanciere contraendo i muscoli della schiena
  • Mantieni il tronco il più possibile orizzontale rispetto al terreno
  • Non portare i gomiti eccessivamente in alto e troppo oltre la linea della schiena
  • Mentre il bilanciere sale, non sfruttare l’inerzia e mantieni stabile la postura

Questa è l’esecuzione corretta per chi si approccia a tale esercizio e deve imparare a farlo correttamente.

In soggetti più avanzati, introdurre maggior “momentum” durante l’alzata, sfruttare l’inerzia e cercare una maggiore verticalità del tronco per poter caricare più kg, è quasi una prassi.

Può funzionare?

Sicuramente sì, a patto che lo swing sia controllato, il peso sia comunque a carico dei muscoli e vi sia un controllo motorio adeguato, e che sia sporadica la cosa e non consuetudine.

Quello che è errato fare, invece, è ricorrere a questa tecnica – definita cheating – in soggetti principianti o anche solo intermedi incapaci di avere un corretto pattern motorio.

Prima di rompere le regole, è bene impararle.

L’eccentrica nel rematore

L’eccentrica è una contrazione muscolare essenziale, e spesse volte, causa cheating, viene totalmente bypassata nel rematore.

Anziché riportare con controllo verso il basso il bilanciere, l’utente medio lascia che la gravità faccia il suo corso, sostanzialmente stimolando i muscoli dorsali ed i sinergici solo nella fase concentrica.

Questo è un errore: una fase eccentrica non necessariamente rallentata, ma controllata, contribuisce all’aumento sia della massa muscolare che della forza muscolare dei muscoli target.

Il rematore è uno di quei pochi esercizi in cui la fase eccentrica viene controllata in maniera minore, ma non per questo deve essere totalmente bypassata: non sempre, non a qualsiasi carico.

Totale assenza di controllo in fase eccentrica e mancanza di orizzontalità del busto.

La concentrica nel rematore

Per il motivo sopracitato, spesse volte l’utente medio sfrutta il ciclo di accorciamento-allungamento dei muscoli per facilitare l’alzata.

In questo modo, sfruttiamo l’inerzia e l’energia accumulata nell’eccentrica eseguita erroneamente troppo rapidamente e bypassiamo i primi cm del rematore stesso, sfruttando tale energia.

In questo esercizio, il controllo del bilanciere deve venire prima del carico, specialmente se lo scopo primario è l’aumento della massa muscolare.

Serie e ripetizioni nel rematore

A seconda dello scopo individuale e del contesto, il numero di serie da eseguire varierà di persona in persona e di periodo in periodo.

Posso però darti alcune linee guida.

Generalmente il rematore viene allenato nel celebre range ipertrofico:

  • 3-4 x 8
  • 3-4 x 10
  • 3-4 x 12

Sono alcuni degli schemi più utilizzati per il rematore, allenandoci con poche ripetizioni in riserva e vicini al cedimento muscolare.

Spesse volte tale esercizio viene anche visto come classico esercizio per la forza, anche da bodybuilders e nel fitness generico.

In tale caso, ci si spinge fino alle 5 ripetizioni, e molto raramente meno.

Spesse volte infatti viene utilizzato con il celebre ed abusato metodo del 5×5.

Nello Strength & Conditioning, nella sua variante Pendlay Row, a volte viene utilizzato in maniera esplosiva anche a ripetizioni inferiori, fino a 3.

Quante volte a settimana?

Il rematore è un esercizio tassante, che coinvolge molti muscoli, compresi gli stabilizzatori, che si affaticano molto ed impiegano tempo per tornare in condizione di poter subire nuovo stress.

Tendenzialmente il rematore con bilanciere viene effettuato 1 o 2 volte a settimana, come esercizio primario di tirata orizzontale per la parte superiore del corpo, a volte sostituito con un altro esercizio di tirata orizzontale come il pulley basso, sicuramente meno stressante.

Andare oltre a questa frequenza può essere eccessivo per la maggioranza degli atleti, che tu sia un bodybuilder, powerlifter o uno sportivo.



L’impugnatura

Non utilizzare il false-grip, ma impugna saldamente il bilanciere utilizzando il pollice, che deve avvolgerlo.

Molti effettuano questo esercizio con presa supina, ma tale impugnatura aumenta il coinvolgimento del bicipite, e va quindi usata con consapevolezza.

Afferra il bilanciere poco più largo delle spalle per avere un ottimo compromesso tra efficacia e minor rischio di tendiniti a polsi e gomiti.

Quando aumentare il carico?

A parità di qualità di movimento ed esecuzione, ogni volta che riesci.

Se sei un principiante, probabilmente riuscirai per diverso tempo – settimane o mesi – ad aumentare il carico di seduta in seduta o quantomeno di settimana in settimana.

Errori comuni

Tra i principali errori nel rematore con bilanciere abbiamo:

  • Eccessiva verticalità del tronco
  • Eccessiva flessione lombare
  • Cheating eccessivo
  • Swinging del torso eccessivo
Cheating eccessivo: il torso si muove troppo e sfrutto troppo l’inerzia.

Varianti del rematore con bilanciere

Possiamo variare il movimento per stimolare al meglio i muscoli della schiena con esercizi quali:

  • Rematore con Trap Bar (la mia variante preferita)
  • Rematore con Manubri (anche unilateralmente)
  • Pendlay Row (il bilanciere torna a terra ad ogni ripetizione, la mia versione preferita e di riferimento per chi non ha una trap bar)
  • T-Bar Row
  • Rematore alle macchine (ottimo per fini ipertrofici ed isolare al meglio i muscoli target, diminuendo le esigenze a carico degli stabilizzatori)
  • Inverted rows (variante a corpo libero, ottima per upper back in particolare)

Il mio consiglio, alla maggior parte degli utenti della palestra, è quello di eseguire il rematore con trap bar, se disponibile, oppure la versione Pendlay Row, per essere più sicuri di mantenere il tronco orizzontale.

Si può fare cheating anche con il Pendlay, ma viene decisamente meno spontaneo rispetto a farlo con il rematore nella sua versione tradizionale.

Un aneddoto, a tal proposito: Glenn Pendlay non ama il fatto che venga definito “Pendlay Row” proprio perchè, a parer suo, quello dovrebbe essere l’unico modo corretto di eseguire l’esercizio, e che dovrebbe quindi chiamarsi solo “Row”, ovvero rematore.

Voto all’esercizio | 9

  • Curva di apprendimento: medio-alto
  • Aumento forza: elevato
  • Aumento massa muscolare: elevato
  • Quantità di muscoli allenati: elevato
  • Range of motion: medio-alto
  • Possibilità di sovraccarico progressivo: elevato

Conclusione

Il rematore è tra i migliori esercizi che possiamo fare in palestra, ma per sfruttarlo al massimo dobbiamo imparare a contrarre i muscoli target così come gli stabilizzatori.

Assicurati di effettuare una esecuzione precisa, sulla quale poi investire a livello di volume di lavoro totale e sovraccarico progressivo, e ti garantirà ottimi risultati sia in termini di massa muscolare che di forza fisica.

In quale mia scheda di allenamento trovi il rematore o una o più delle sue varianti? In tutte!

#Allenatevi